Poiché sono una studentella pendolare, oggi vi scrivo dal treno, un pessimo regionale senza tavolino (quelli veneti sono più belli e puliti!) con il tablet in equilibrio sulle gambe. Comunque sia, poco male, questo disagio fa parte dell’essere studenti per molti di noi, quindi va bene così 😅

Con questo post voglio raccontare il nostro week end di fuga e sonno a Sofia; perché proprio lì? Ovvio! Ryanair dava la possibilità di andare e tornare con pochi euri, e quindi… a Sofia di volata!
come regalo del nostro sesto anniversario, ad ottobre, io e Alex ci siamo regalati un giro nella capitale della Bulgaria.
il week end inizia all’insegna del sonno partendo da Malpensa alle 6.50, il fatto è che l’aeroporto più scomodo per noi. Molto meglio Orio o Linate, ma non si può pretendere…
Comunque sia, dopo un mese di week end piatti, passati spesso a casa non volete festeggiare un compleanno la sera prima? Certo! Il nostro amico Alberto ha fatto 40 anni, numero importante, quindi non ci si poteva rifiutare. al che io affermo i miei buoni propositi Alby noi però massimo le 00.30 scappiamo. Bene, abbiamo preso la macchina all’1.30, arrivati a casa alle due, struccati, lavati, svestiti, alle 4 la sveglia… Un trauma! Ma fa nulla, siamo giovani e ce la facciamo (ahahahahahahahahahahahahah), Con calma facciamo colazione a Malpensa senza renderci conto che il Gate chiudeva alle 6.20 e mancavano 5 minuti!! Peccato che ce ne volevano 15 per arrivare al nostro imbarco. però non eravamo gli unici ritardatari e lo staff, gentilissimo, ci ha aspettati (e gli altri dietro noi ovviamente 😂).
Alla fine siamo partiti, viaggio bellissimo, un’alba pazzesca. L’alzataccia è già valsa la pena anche solo per questo spettacolo…

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Arrivati in aeroporto è molto semplice e comodo raggiungere il centro città: se si arriva al terminal 2 basta seguire la striscia blu che porta alla metro, subito lì fuori. Stazione Serdika e siamo nel cuore di Sofia. Il nostro hotel non è lontano da lì, si trova in una traversa della via principale pedonale, Vitosha Boulevard, così, infreddoliti ma felici, andiamo a fare il check in e a riposare un po’ perché l’ora e mezza di sonno si faceva sentire…
Ripresi, ci copriamo bene e usciamo. Ovviamente il sole è stato inesistente per tutto il week end, ma non fa nulla! E, per cominciare, andiamo a pranzare in centro, verso la fermata dalla quale siamo arrivati. Inizialmente pensavamo di mangiare qualcosa al mercato coperto, molto carino, ma piccolo e con qualche stand di cibo, ma noi volevamo un tavolo comodo dopo tutto quel freddo 😂. L’architettura, grande e maestosa come altre a Sofia, affaccia su una piccola piazza e sullo stradone principale, impossibile non vederlo! Comunque sia, ci sediamo in un localizzo e ordiniamo…

Cosa facciamo dopo? Ma ovvio, prendiamo un taxi lì davanti e andiamo verso la chiesa di Bojana, un sito UNESCO qualche chilometro fuori, ma ne vale la pena. Il taxi è costato poco, 11 Lev quindi circa 5 euro. Ci ha presi e portato in questo quartiere molto carino, fatto di pacchetti e alberi spogli, ed è proprio dentro uno di questi che si trova questo gioiellino. Paghiamo il biglietto ed entriamo in questa chiesetta probabilmente brade quanto il vostro soggiorno, ma uno scrigno! Tutta affrescata con questi sfondi blu, un po’ come per le chiese macedoni. Nel nartece, la parte iniziale, ci sono le storie di S.Nicola poiché il dedicatario, mentre nella parte centrale le storie cristologiche, dal pavimento alla cupola compresa! Una volta dentro è inevitabile rimanere in un silenzio contemplativo… Siamo comunque dentro ad un edificio che è in piedi dall’XI secolo!! Gli affreschi sono del XIII. Comunque sia, se andate a Sofia non potete non andare. 😊
Purtroppo all’interno non si potevano fare foto, quindi ne rubo un paio dal web!

Tornati in centro, prendendo un taxi lì fuori (che però ci è costato 30 Lev!!) iniziamo a camminare per la city e, poiché avevo un po’ “studiato” cosa ci fosse da guardare, abbiamo cercato la Rotonda di S.Giorgio, omonima a quella di Thessaloniki ma più piccola. Dalle strade principali non si vede, bisogna entrare nel cortile tra alcuni palazzi, ed eccola lì, sola, maestosa, illuminata dal basso e preceduta da tutti gli scavi archeologici che le appartengono. Eh si, perché Sofia ci tiene molto alla sua storia e i pochi tesori che hanno (rispetto all’Italia) li valorizzano tantissimo!

Dopo aver fatto qualche foto entriamo e vediamo lacerti di pittura murale; ho letto che sono presenti ben 5 strati di affreschi che vanno dal IV secolo, al periodo dei romani bizantini, fino al XVI secolo con sole decorazioni poiché era diventata una moschea. Affascinante direi! Sicuramente ci si sente piccoli a pensare a tutti quei secoli di storia…

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Usciti di lì, continuiamo a girovagare al freddo e arriviamo al Palazzo delle Terme ora sede del museo di Storia. Tutto colorato, in un parco (la città ha parecchio verde qua e là), davanti ad una fontana che purtroppo era spenta per il rischio di gelo, come tutte le altre della capitale. Ho visto qualche foto su Instagram di queste fontane attive e sono spettacolari!115942679-96aaf15c-d482-480c-92e2-0142b55d57ef
Di fronte a questo spettacolo, illuminata dal basso, la moschea Banya Bashi. Mai entrata prima d’ora, ci togliamo le scarpe ed entriamo. Qui troviamo pochissime persone immerse in una preghiera silenziosa e forte, tant’è che per non voler fare rumore, non ho nemmeno preso la macchina fotografica! L’interno, piccolo, aveva questo tappeto rosso acceso e oro e il soffitto era a sfondo bianco e decorato con rosso e azzurro, e le vetrate colorate. Un qualcosa di molto diverso rispetto a quello cui siamo abituati, ma non per questo meno bello!

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Prima di tornare a riposare un attimo (l’ora e mezza di sonno si faceva decisamente sentire!) entriamo in un’ultimo edificio, la chiesa Santa Domenica. , che richiama la cattedrale con le sue cupole azzurrognole. In pieno centro città, di fronte alla via pedonale, purtroppo non si potevano fare all’interno ma anch’essa è decorata con affreschi a sfondo blu che ricoprono tutta la superficie. Ricostruita nel XIX secolo su spoglie del X secolo, forse.

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Torniamo in hotel e crolliamo un paio d’ore e poi torniamo, rigenerati, in quel di Vitosha Boulevard per andare a cenare in uno di quei localizzi carucci… unica, enorme, pecca, a Sofia si fuma ancora nei locali, e per quanto ci siano sale divise, noi siamo capitate in quella fumatori senza nemmeno averlo chiesto. A parte questo, abbiamo mangiato bene e speso poco.
Alla fine della via, all’opposto della chiesa di santa Domenica, notiamo questo enorme palazzo tutto illuminato di viola: il Palazzo della Cultura, all’interno di questo parco spettacolare con fontane (spente), prati e opere contemporanee disseminate qua e là. Il palazzo è stato inaugurato nel 1981 per celebrare i 1300 anni della storia della capitale, Sofia appunto.
Dopo aver fatto qualche foto e gironzolato ancora un po’, si era fatto tardi e siamo andati a dormire… L’indomani torniamo al palazzo della cultura per vedere il parco di giorno e, ovviamente, foto di routine davanti alla scritta Sofia 😂


Siamo andati poi a vedere il Ponte dei Leoni, a nord della città e, tornando indietro, la Sinagoga. Passate le borse al metal detector, siamo entrati. Qui i colori erano molto allegri, tutto molto decorato sia in rosso che oro su uno sfondo verde-azzurro.

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Usciti da qui, ci dirigiamo verso il Teatro Ivan Vazov e ci imbattiamo nella scena di un film americano, con i famosi taxi gialli e le targhe USA! Comunque sia, il teatro fa da sfondo ad una piazzetta molto carina mentre nel parco a fianco stavano allestendo le casette per i mercatini di Natale 😊.

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Tutt’intorno si possono visitare i diversi musei della città, tutti in palazzi monumentali e storici e con vari pacchetti attorno o all’interno.

Continuiamo poi la passeggiata davanti e dentro la chiesa russa, anche qui niente di nuovo, divieto di far foto e affreschi su fondo blu che abbracciano tutto l’interno.

Arriviamo finalmente alla cattedrale Alexander Nevskji, lì, maestosa, che si erge in mezzo alla strada con le sue cupole oro e azzurrine. Non pensiamo alle cattedrali italiane che risalgono al medioevo, questa è del XIX secolo e poi rimaneggiata, ma rimane comunque un bell’edificio e un pezzo di i portante di storia per la Bulgaria. Entriamo senza esitazione e ci troviamo in mezzo a telecamere, microfoni, polizia: ebbene, oltre al film, siamo capitati nel mezzo di una visita di un qualche politico. Insomma, non ci si annoia mai a Sofia!

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Dietro la cattedra, più timida, in mattoni rossi, la chiesa di Santa Sofia, spoglia sia fuori che dentro; un respiro di sollievo per gli occhi dopo tutte quelle decorazioni fin troppo eccessive per i miei gusti. Nulla di che ovviamente, codi decidiamo di andare a visitare la necropoli sottostante che cost 6 Lev, ma se siete studentelli porcai solo 2!! Yeeee

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La giornata giunge al termine… Continuiamo a passeggiare e ci imbattiamo nella Biblioteca immensa, monumentale che non stona affatto con l’università adiacente.
Altro che le nostre fatiscenti! 😅😅
Bene! È ora di tornare verso la metro, non senza vedere la chiesetta più antica della città, Sveta Petka, su un livello di pavimentazione più basso perché nell’area archeologica tra i passaggi della metro (sono praticamente dei musei!!) che guarda la statua imponente della patrona, Santa Sofia appunto, che si erge fiera, in oro e nero, su una colonna altissima.

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La metro ci attende… NB: va bene la linea rossa per l’aeroporto ma attenzione al capolinea perché si dirama!! Noi ovviamente stavamo finendo al Business Park. Menomale che Alex si è reso conto!

Arrivati a casa bagnetto e relax finalmente.. ah no! Tempo di una doccia e via in Piazzale Arnaldo a festeggiare un altro compleanno.

Ciao a tutti, al prossimo racconto sconclusionato!!

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