La mortale sensualità di Salomè

Salomè, una donna fatale…  menzionata come “figlia di Erodiade” nei Vangeli di Marco e Matteo, è  la causa del martirio di Govanni Battista. La sua storia, sensuale e crudele, è stata raccontata anche attraverso dipinti, attraverso il teatro.

La storia inizia con Erodiade, la madre di Salomè che abbandona, con la figlia, il marito Erode Filippo, e la corte romana, per poi sposare il fratello di questi, Erode Antipa, a capo della corte giudaica. Qui entra in gioco Giovanni Battista che va contro la regina poiché la legge ebraica permetteva le nozze con il cognato solo in caso di morte, ma così non è stato…

G.BATTISTA – Dov’è colei che si è concessa ai condottieri degli assiri che hanno le reni
cinte di cuoio e tiare variopinte in testa? Dov’è colei che si è concessa ai giovani
d’Egitto vestiti di lino e di giacinto, che portano scudi d’oro e caschi d’argento, con i
loro grandi corpi? Ditele di alzarsi dal letto della sua impudicizia, dal suo giaciglio in-
cestuoso […]

Insomma, non proprio parole di ammirazione 😅

Quindi Salomè approfitta del fascino che suscitava nel re Erode quando questi la supplicò di danzare per lui promettendole in cambio ciò che voleva.

ERODE – Salomé, Salomé, ballate per me. Vi supplico di danzare per me. Stasera sono
triste. Sì, sono molto triste stasera. Quando sono arrivato qui, sono scivolato nel san-
gue, e questo è un cattivo presagio, e ho sentito, sono sicuro di aver sentito, un batti-
to d’ali nell’aria, un battito di ali gigantesche. Non so cosa significhi… Ma questa sera
sono triste. Perciò ballate per me. Ballate per me, Salomé, ve ne supplico. Se ballerete
per me, potrete chiedermi tutto ciò che vorrete e ve lo darò. Sì, ballate per me, Salo-
mé, e vi darò tutto ciò che mi chiederete, fosse persino la metà del mio regno.

Nella storia evangelica, la ragazza non è la femme fatale di cui si parla oggi, ma strumento di vendetta della madre; ella infatti, dopo aver ballato corre da Erodiade per chiederle cosa pretendere in cambio e lei decide di voler la testa del Battista. La visione come donna sensuale quanto mortale nasce nel XIX secolo e, infatti, nello scritto di Wilde è lei stessa a richiederla su un piatto d’argento per vendicare la madre.

Nella storia dell’arte molteplici sono le immagini, e i punti di vista, che ritraggono questa storia: lei che danza, lei con la testa del Battista, lei che riceve la testa dall’assassino, perché, da ricordare, a differenza di Giuditta che decapita Oloferne con le proprie mani, Salomè non si sporca direttamente le mani. 

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